OMELIA CONTADINA

di Alice Rohrwacher e JR
Giorni on demand: Disponibile sul canale YouTube della Cineteca di Bologna

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SINOSSI

In una comunità ciascuno contribuisce come può a sostenere le necessità di tutti. Alice fa parte di una comunità di donne e uomini che vivono in un ampio territorio di confine tra Lazio, Umbria e Toscana, legati da contatti e relazioni la cui trama nasce da bisogni diversi: socialità e connessione, rapporti di fiducia e amicizia, legame con la terra, difesa del territorio, disponibilità di cibo sano.

COMMENTO DEI REGISTI

“Nell’autunno scorso durante una passeggiata sul confine tra Umbria, Lazio e Toscana, raccontavo all’amico e artista JR le mie preoccupazioni sulla distruzione del paesaggio agrario, violato dal proliferare di monoculture intensive che stanno plasmando interi territori. Gli raccontavo, da figlia di un apicoltore, della grande moria di insetti che ne deriva, e delle lotte dei piccoli contadini che provano ad arginare questo fiume in piena di speculazioni, sussidi, pesticidi. Mentre guardavamo il paesaggio segnato da file ininterrotte di noccioli ci siamo detti che sembrava un cimitero. Sulla via del ritorno abbiamo deciso: se sembra un cimitero, dobbiamo celebrare un funerale. Ma che sia un funerale pieno di vita!”

BIOGRAFIE DEI REGISTI

Alice Rohrwacher (Fiesole, 1980). Nel 2005 ha partecipato, come sceneggiatrice, montatrice e direttrice della fotografia a Un piccolo spettacolo di Pierpaolo Giarolo. Nel 2006 dirige La Fiumara, prodotto da Carlo Cresto-Dina. Nel 2011 il film Corpo celeste, presentato nella Quinzaine des réalisateurs del Festival di Cannes di quell’anno, le vale il conferimento del Nastro d’argento al miglior regista esordiente. Nel 2014 vince il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes 2014 con Le meraviglie. Nello stesso anno prende parte al film collettivo 9×10 Novanta presentato al Festival di Venezia. Nel 2018 il suo ultimo lungometraggio, Lazzaro Felice, partecipa al concorso principale del Festival di Cannes, dove vince il premio per la miglior sceneggiatura.

JR (Parigi, 1983). Artista francese che utilizza la tecnica del collage. Ideatore del progetto 28 Millimeters (2004), ha continuato in Medio Oriente con Face 2 Face (2007), in Brasile e Kenya per Women Are Heroes (2008-2011), il documentario presentato al Festival di Cannes nel 2010 (Settimana della Critica). Nel 2011 ha ricevuto il Ted Prize. Nel 2016, JR ha fatto “sparire” la piramide del Louvre con l'aiuto di una sorprendente anamorfosi. Nel 2017 ha co-diretto con Agnès Varda Visages villages, proiettato lo stesso anno nella selezione ufficiale fuori concorso per il Festival di Cannes. Il film ha vinto il Golden Eye ed è stato nominato per un César e un Oscar nella stessa categoria nel 2018.

NOTE

Fuori Concorso - Corti

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Con

Luciano Vergaro, Dario Sforza, Iris Pulvano

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NI DE LIAN (YOUR FACE)

di Tsai Ming-liang
Giorni on demand: Disponibile su Arte.tv

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SINOSSI

Mentre camminavo per le strade di Taipei in cerca di volti per il mio film, alcuni versi hanno cominciato a risuonare nella mia mente. Li ho trascritti: C’è una luce, c’è una storia. Il tuo volto mi parla del trascorrere del tempo e di luoghi che hai attraversato. Nei tuoi occhi, un velo di confusione e di tristezza. C’è una luce, c’è una storia. Il tuo volto mi parla dell’amore e dei luoghi in cui si nasconde.

COMMENTO DEL REGISTA

“L’anno scorso ho realizzato un film in VR, senza una composizione vera e propria, né primi piani. Allora sono andato per strada, alla ricerca di volti. Uno dopo l’altro, li ho illuminati con un’attenzione particolare. Poco dopo, ho incontrato per caso Ryuichi Sakamoto a Venezia durante la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica. Finito di comporre questi grandi primi piani, gli ho scritto per chiedergli se aveva piacere di vederli. Il mese dopo mi ha inviato alcuni file audio e mi ha gentilmente detto che potevo usarli come volevo. Io mi sono emozionato, era come un’avventura.”

BIOGRAFIA DEL REGISTA

Tsai Ming-liang (Kuching, 1957). Dal 1981 ha scritto quattro opere teatrali sull'isolamento urbano e cinque sceneggiature. Nel 1992 il lungometraggio I ribelli del dio neon (Qing shao nian nuo zha) vince il premio per il miglior film al Torino Film Festival. Nel 1998 con il film Il buco (The Hole) vince il premio FIPRESCI al Festival di Cannes, per il quale successivamente vince anche un premio tecnico con Che ora è laggiù? (Ni na bian ji dian). A Venezia nel 2003 con Goodbye Dragon Inn (Bu san) viene premiato con il FIPRESCI. A Berlino nel 2005 con Il gusto dell'anguria (Tian bian yi duo yun) vince l’Orso d'argento. Nel 2013 a Venezia vince il premio della giuria con Stray Dogs (Jiaoyou). Il suo ultimo film è Days (2020).

NOTE

Fuori Concorso - 2018

CAST

Con

Huang Hsueh-feng, Hsu Lin Yu-jung, Liu Chin-hua

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CIGARE AU MIEL (HONEY CIGAR)

di Kamir Aïnouz
Giorni on demand: dalle ore 12 del 15/12 alle 24 del 16/12

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SINOSSI

Parigi, 1993. Selma, diciassette anni, vive con la sua famiglia berbera borghese e secolare. Quando incontra Julien, un giovane affascinante per cui prova una forte attrazione, si rende conto per la prima volta delle severe regole della sua famiglia patriarcale e di come queste influiscono sulla sua intimità. Mentre l'islamismo assume il controllo del paese di origine e la famiglia si sgretola, Selma scopre quanto sia potente il suo desiderio. Deve resistere e combattere. Attraverso la forza della sua gente, inizia a camminare lungo la strada che le farà capire cosa significhi diventare una donna libera.

COMMENTO DELLA REGISTA

“Quando ho attraversato il periodo adolescenziale negli anni Novanta, mi sono scontrata con una cultura patriarcale che non conosce frontiere. Nemmeno i continui avvertimenti di mia madre, oltre a tutto il resto, mi hanno preparato alla violenza del dominio totale di un genere su un altro: ho scoperto che i corpi delle donne erano campi di battaglia. Per mia fortuna, provengo da una famiglia di rivoluzionari. Quando tornavo a casa ad Algeri e nella Cabilia, vedevo le donne della mia famiglia esprimere le loro opinioni attraverso gli occhi, i gesti, il linguaggio del corpo. E vedevo gli uomini rispondere allo stesso modo. Il desiderio, anche se taciuto, era ovunque. Con Cigare au miel, volevo esplorare i modi in cui ci si libera dalle catene più pesanti e, talvolta, più tenere.”

BIOGRAFIA DELLA REGISTA

Nata a Parigi da genitori algerini, Kamir Aïnouz ha vissuto sette anni a Los Angeles, dove ha studiato sceneggiatura alla UCLA e ha frequentato numerosi workshop presso la USC School of Cinematic Arts. Sorella del regista brasiliano-algerino Karim Aïnouz, Kamir si è concentrata sui temi ispirati alla sua doppia origine algerina e francese. In qualità di sceneggiatrice per il cinema e la televisione, ha lavorato tra gli altri nel film di Lisa Azuelos, LOL - Pazza del mio migliore amico. Cigare au miel rappresenta il suo debutto alla regia. Per lo sviluppo della sceneggiatura originale, è stata selezionata al Rawi Screenwriters Lab con il supporto del Sundance Institute e ha ricevuto una borsa di studio dall'Associazione Beaumarchais-SACD.

NOTE

Giornate degli Autori

CAST

Con

Zoé Adjani, Amira Casar, Lyes Salem

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BEING MY MOM

di Jasmine Trinca
Giorni on demand: dalle ore 12 del 15/12 alle 24 del 16/12

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SINOSSI

Nei 12 minuti, senza dialoghi, il corto segue una madre e una figlia che camminano senza sosta. La figlia osserva la madre portare una pesante valigia lungo le salite ripide di una Roma deserta, in un cammino che sembra non avere meta. Due donne, una adulta e l’altra in divenire, che nella fatica del quotidiano, si rincorrono e si sfuggono, scambiandosi i compiti, alternando momenti di gioco e complicità ad altri di lontananza e distacco, in assoluto silenzio.

COMMENTO DELLA REGISTA

Being My Mom è un’indagine sulle strade luminose e oscure della maternità e di ogni figliolanza. Nello scegliere le due attrici, la giovane Maayane Conti racchiude nei suoi occhi tutta la meraviglia del mondo e che mi ricorda molto me bambina. Mentre Alba Rohrwacher è un’attrice eccezionale, libera, pazza, malinconica. Una Buster Keaton con la sensualità di una pantera. Che grazie al suo talento generoso mi ha permesso di riabbracciare mia madre.”

BIOGRAFIA DELLA REGISTA

Jasmine Trinca (Roma, 1981). Interpreta un ruolo nel film La stanza del figlio (2001). Il suo film successivo è La meglio gioventù (2003), che le vale il Nastro d'Argento 2004, come migliore attrice protagonista. Nel 2005 recita in Romanzo criminale, diretto da Michele Placido ed è protagonista, insieme a Silvio Muccino, in Manuale d'amore, di Giovanni Veronesi. Nel 2017 a Cannes, per la sua interpretazione in Fortunata di Sergio Castellitto riceve il premio come migliore attrice nella sezione “Un Certain Regard”. Nel 2018 interpreta Ilaria Cucchi nel film Sulla mia pelle, presentato durante la 75. Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Nel 2020 è premiata come Migliore attrice protagonista ai David di Donatello per La dea fortuna, di Ferzan Ozpetek.

NOTE

Orizzonti - Corti

CAST

Con

Alba Rohrwacher, Maayane Conti

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HAYALETLER (GHOSTS)

di Azra Deniz Okyay
Giorni on demand: dalle ore 12 del 15/12 alle 24 del 16/12

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SINOSSI

Il film è ambientato durante un singolo giorno nell’ottobre 2020. La storia intreccia tra loro i fili delle vite di quattro protagonisti: Iffet, una madre che cede all’illegalità per trovare il denaro per aiutare il figlio ingiustamente incarcerato; Ela, una maestra artista-attivista che lotta per la comunità LGBTQ e per i diritti delle donne e dei bambini credendo ancora in un domani migliore; Didem, una giovane e ambiziosa ballerina che tenta di trovare il suo posto al sole; Rasit, un intermediario usuraio che sfrutta gli immigrati siriani affittando loro camere a prezzi maggiorati. Tutti loro gravitano in una Istanbul spaccata tra nuovi e costosi edifici e ruderi diroccati tipici della gentrificazione per creare la “Nuova Turchia”, sotto il controllo serrato della polizia. Il tutto scandito da un improvviso blackout.

COMMENTO DELLA REGISTA

“Volevo solo ritrarre la mia generazione, i miei amici. La nostra energia, la nostra luce è rimasta bloccata per tanti motivi diversi. Ho iniziato a scriverlo solo per respirare. Non ho scelto specificamente questo argomento come mio primo lungometraggio, stavo solo reagendo a ciò che accadeva intorno a me. Mentre sviluppavo la sceneggiatura ho utilizzato un sistema matematico e dinamico che riuniva tutti i diversi personaggi e li collegava tra loro come un effetto domino. Ho lavorato ai vari elementi stilistici del film proprio creando una forma ibrida. L’interruzione di corrente è diventata una metafora per portare il pubblico nell’oscurità. I miei personaggi cercano la luce proprio come fa la nuova generazione in Turchia.”

BIOGRAFIA DELLA REGISTA

Azra Deniz Okyay (Istanbul, 1983). Inizia a fotografare all’età di 12 anni e a 14 diventa assistente della fotografa Dora Gunel. Dopo aver terminato gli studi presso il liceo francese Pierre Loti a Istanbul si trasferisce a Parigi per studiare cinema alla Sorbona-Nouvelle dove consegue la laurea e il master. Lavora presso la società di produzione Partizan di Michel Gondry. Nel 2010 torna in Turchia e diventa la prima regista donna alla Depo, una società di produzione pubblicitaria a Istanbul. Ha diretto numerosi corti tra cui: Ayrilik (2007), Little Black Fishes (2013), Sulukule Mon Amour (2016).

NOTE

Settimana Internazionale della Critica
Gran Premio Settimana Internazionale della Critica

CAST

Con

Nalan Kuruçim, Dilayda Güneş, Beril Kaya

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