FILM

Qui rido io

di Mario Martone

Italia, Spagna, 2021 / 133'

  • 19 ottobre
    CINEMA ASTRA
    ore 21
  • 20 ottobre
    CINEMA VITTORIA AVERSA
    ore 18.30 e 21

SINOSSI

Agli inizi del Novecento, nella Napoli della Belle Époque, splendono i teatri e il cinematografo. Il grande attore comico Eduardo Scarpetta è il re del botteghino. Di umili origini, si è affermato grazie alle sue commedie e alla maschera di Felice Sciosciammocca. Il teatro è la sua vita e attorno a questo gravita anche tutta la sua singolare famiglia, composta da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi, tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Nel 1904, al culmine del successo, Scarpetta si concede un pericoloso azzardo: realizza la parodia de La figlia di Iorio, tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla e fischi e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia così la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia.

COMMENTO DEL REGISTA

"Per tutta la vita il grande Eduardo De Filippo non volle mai parlare di Scarpetta come padre ma solo come autore teatrale. Quando suo fratello Peppino lo ritrasse spietatamente in un libro autobiografico, Eduardo gli levò il saluto per sempre. Venne intervistato poco tempo prima di morire da un amico scrittore: “Ormai siamo vecchi, è il momento di poterne parlare: Scarpetta era un padre severo o un padre cattivo?”. La risposta fu ancora sempre e solo questa: “Era un grande attore”. Qui rido io è l’immaginario romanzo di Eduardo Scarpetta e della sua tribù."

BIOGRAFIA DEL REGISTA

Mario Martone comincia a lavorare in teatro nel 1977, nel clima delle avanguardie di quel periodo, fondando il gruppo “Falso Movimento” e realizzando spettacoli che incrociano il teatro col cinema come Tango glaciale e Ritorno ad Alphaville. Dieci anni dopo, coinvolgendo altri artisti napoletani, dà vita alla compagnia “Teatri Uniti”, con cui, oltre a continuare il suo teatro, realizza il suo primo lungometraggio, Morte di un matematico napoletano, che riceve il Gran Premio della Giuria a Venezia nel ’92. Seguono L’amore molesto (1995), Teatro di guerra (1998), L’odore del sangue (2004) e infine Noi credevamo, sul risorgimento italiano, premiato con sette David di Donatello, tra cui quello come miglior film italiano del 2011. Mette in scena per il Teatro Stabile di Torino, di cui è direttore, le Operette morali di Giacomo Leopardi e comincia a lavorare al film sul poeta, Il giovane favoloso. Nel 2018 Mario Martone torna a Venezia con Capri-Revolution.

NOTE

Venezia 78

Premio Francesco Pasinetti - Miglior interpretazione maschile Toni Servillo
Premio Fondazione Mimmo Rotella – Mario Martone e Toni Servillo
Premio La Pellicola d'Oro - Miglior sartoria cineteatrale TIRELLI

19 ottobre Evento speciale con Mario Martone. Introduce Antonella Di Nocera
20 ottobre Sarà presente l'attrice Chiara Baffi. Introduce il docente e critico cinematografico Diego Del Pozzo

CAST

  • Con

    Toni Servillo, Maria Nazionale, Cristina Dell’Anna, Antonia Truppo, Eduardo Scarpetta