IL SIGNOR ROTPETER

di Antonietta De Lillo

LA PERLA
Giovedì 26 ottobre · Ore 19:30

Saranno presenti in sala Alberto Barbera, il critico cinematografico Valerio Caprara, la regista Antonietta De Lillo e l’attrice protagonista Marina Confalone

Italia / 37’
  • Lingua
    Italiano
  • Cast
    Marina Confalone
  • Ispirato da
    Una Relazione per un'Accademia di Franz Kafka
  • Sceneggiatura
    Antonietta De Lillo, Marcello Garofalo

  • Fotografia
    Cesare Accetta
  • Montaggio
    Pietro D’Onofrio
  • Scenografia
    Luigi Ferrigno, Mauro Rea
  • Musica
    Gianfranco Plenizio
  • Suono
    Alessandro Farese, Lilio Rosato

SINOSSI

Ritratto immaginario dedicato al personaggio creato dalla penna di Franz Kafka, scimmia diventata uomo, interpretata da una sorprendente Marina Confalone. Antonietta De Lillo crea un personaggio cinematografico che ha in sé istanze senza tempo quali libertà e sopravvivenza, portando lo spettatore a rispecchiarsi in questo strano individuo.

COMMENTO DEL REGISTA

Tutto ha avuto inizio quando Marcello Garofalo mi segnalò la performance teatrale del testo kafkiano Una Relazione per un’Accademia, ideata e interpretata da Marina Confalone, una delle attrici a mio avviso più importanti del panorama italiano. Sono così andata a Napoli a vedere la sua messinscena in un’aula dell’Università Federico II. Marina Confalone ha accettato di condividere quest’avventura e ha preso forma dentro di me l’idea di far uscire dalla pagina scritta il personaggio kafkiano Rotpeter per farlo vivere in una Napoli contemporanea, attraverso una lunga intervista. Con tutte le peculiarità del cinema di finzione ho realizzato il mio primo ritratto di un personaggio immaginario, nato dalla penna di uno scrittore. Quello che mi aveva colpito della lezione del signor Rotpeter era la sua ricerca disperata di una “via d’uscita”. È da lì che, assieme a Marcello Garofalo, ho iniziato a immaginare un Rotpeter ormai integrato, la cui via d’uscita non gli ha portato la libertà ma semplicemente un modo per andare avanti. Rotpeter è un essere vivente che, parlando di se stesso, parla della nostra condizione umana. Come lui che, per adattarsi a un mondo che l’aveva segregato, è stato costretto a osservarlo e imitarlo, anche noi spesso siamo costretti ad adattarci a una società che sempre più è dettata da poteri economici e che ci costringe ad assorbirla, a discapito della nostra umanità e libertà. Il nostro Rotpeter si è trovato a dover combattere per la propria sopravvivenza ma, alla fine di questa conversazione immaginaria, sente il bisogno di non lottare solo per se stesso ma anche per gli altri. Anch’io, come Rotpeter, credo che se vogliamo uscire da una condizione che ci snatura e che ci costringe a diventare altro da noi, dovremmo seguire il suo desiderio.

NOTE

FUORI CONCORSO – FICTION